
Si narra che nel Piano Astrale Ares, preso da uno dei suoi impeti passionali, abbia provato ad avere un rapporto sessuale con la dea Gea, attirato dalla sua purezza. La Dea lo rifiutò e Ares, adirato, decise di opporsi al suo potere creando una razza di uomini illuminati, più forti, intelligenti e robusti del normale che combattessero per il suo nome e la sua predominanza sulla terra. In quanto principio bellicoso l’Ares non ha capacità generatrici e, sapendo di non avere il potere di infondere soffio vitale – l’anima – nei corpi, provò a mutare un essere vivente. Scelse un umano, un guerriero tra i più valorosi della sua razza. Qualcosa andò storto durante il processo, il Dio della guerra fu punito per il suo orgoglio e la sua avventatezza e l’umano che aveva prescelto subì una terribile sorte: mezzo uomo e mezzo bestia, alto circa due metri e pesante più di centoventi chilogrammi, i suoi muscoli erano più forti e robusti che mai, il corpo era coperto di pelo e dalla grossa testa animalesca spuntavano due micidiali corna. Zanne bavose al posto dei denti e zoccoli al posto dei piedi. L’uomo sentiva in sé sensazioni mai provate, istinti portati all’estremo, voglia di sangue, sopraffazione, desideri erotici irrefrenabili, non era più umano. Ares, sgomento per quello che aveva fatto decise comunque di non abbandonarlo e, al risveglio dopo la mutazione, gli fece trovare un Totem di legno, scolpito all’estremità in modo da rassomigliare alla testa di un toro dotata di elmo e una pesante ascia bipenne con strane rune rosse incise sulle lame, forgiata in un metallo particolarmente tagliente. Il nuovo essere, privato della memoria umana, decise di dar vita ad una tribù forte e coesa, adorando il Totem e difendendo i suoi fratelli con l’ascia donata dal suo Dio creatore, chiamato dal popolo dei minotauri Crom.
Forza: 25/25 (Massimale 30)
Agilità: 15/15 (Massimale 18)
Robustezza: 25 / 25 (Massimale 30)
Mente: 15/15 (Massimale 18)
Indole:

In quanto cacciatori – raccoglitori, i minotauri mal sopportano i luoghi chiusi e le città, amano la natura e ciò che ha da offrire, sia per quanto riguarda i luoghi in cui vivere – montagne, foreste, tundre – sia per quanto riguarda il cibo. Hanno un forte senso dell’attaccamento verso il proprio Re e il proprio Sciamano, rispettano le loro decisioni e li difenderebbero a costo della vita senza pensarci due volte. Sebbene apprezzino il combattimento non scendono spesso in guerra e non attaccano altre razze per futili motivi; quando succede, possono essere spinti dalla necessità o dalla voglia di riparare a dei torti subiti. Non hanno desideri imperialistici ma potrebbero essere spinti a battaglie di conquista dalla voglia di dimostrarsi più forti degli altri o per i motivi sopra citati.
Generalmente sentono un grande desiderio di mettersi alla prova e sono spinti ad avventure ed imprese che un qualsiasi essere umano riterrebbe folli. Fieri ed orgogliosi, non accetterebbero mai, se non in rari casi, imposizioni provenienti al di fuori della tribù. Per questo loro attaccamento razziale, è molto difficile che si scontrino tra di loro e, se succede, la diatriba va risolta con un duello d’onore assolutamente non all’ultimo sangue. Ciò che li spinge è in generale il caos insito nel loro lato bestiale, per questo mostreranno uno scarso autocontrollo e una assoluta predominanza delle passioni, della gioia, della rabbia, del desiderio sessuale e di tutto il resto della sfere delle emozioni umane. Per ragioni probabilmente derivanti dalla loro origine, sebbene non siano schierati in nessuna fazione esistente, sentono un atavico disprezzo e una diffidenza connaturata verso le razze positive come gli elfi e le fate. Mal sopportano anche i nani e i vampiri, i primi perché per loro, rintanandosi dentro la roccia, rifiutano ciò che dalla natura di bello è stato creato, i secondi perché rappresentano una negazione del corso naturale. Verso tutte le altre razze non hanno opinioni particolari.
Allineamenti consentiti:
Caotico neutrale
Caotico buono
Caotico malvagio
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